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STORIE/ La suora che pedalava verso il Cielo

Milano, 12 dicembre 2020 - Era giunta bambina a Leggiuno dalla Sardegna e aveva maturato la vocazione nelle Piccole Apostole di Gesù di Appiano Gentile. Suor Maria Assunta in realtà era figlia del mondo: per 18 anni missionaria nel Burundi prima di tornare in Italia. E ultimamente era domiciliata a Quarto Oggiaro, uno spicchio della Milano delle periferie: vecchie e nuove povertà, immigrazione, emergenze e bisogni che si manifestano in continuazione. Lei era solita girare con la sua bicicletta a consolare, portare del pane, risvegliare la voglia di vita nei senzatetto. Ed è quanto stava facendo anche un sabato sera come tanti, nel traffico dell'ultima giornata in zona arancione, con forse meno auto del solito ma auto veloci, comunque troppe quando cala la sera e la bici diventa un mezzo pericoloso. Suor Maria Assunta pedalava veloce: aveva in mente di portare un saluto a un rom bosniaco che vive sotto un ponte e poi via, per raggiungere la chiesa e la messa delle 18. Gesti consueti, persino banali come possono esserlo le cosiddette opere pie. Ed ecco, improvviso, lo schianto nell'oscurità. E suor Maria Assunta che vola dov'era attesa, accanto a quel Gesù che lei del resto aveva sempre servito, scoprendolo nel volto di tanti derelitti. Anche questo incidente è stato banale, uguale a tanti altri. Un episodio da relegare nelle cronache cittadine, neanche una foto. L'ha sottolineato Marina Corradi: "La vita per gli invisibili e non una riga sul web". Non è un problema di suor Maria Assunta: a lei va bene così. Siamo noi che dobbiamo cambiare riferimenti. E imparare a scovare, nella foresta di segni e di vuoto che ci circonda, esistenze luminose e belle come quelle della piccola suora di Quarto Oggiaro.