Il luogo dei fatti e dei commenti

GULLIVER/ Don Barban lascia la presidenza

Varese, 12 agosto 2020 - Nel giorno in cui due ragazzine a Castronno fanno l'amara e dolorosissima scoperta della morte per overdose di coloro che avrebbero dovuto essere per entrambe guida e protezione, la mamma e il suo compagno, le cronache ci consegnano anche la notizia del cambio al vertice del centro Gulliver di Varese, struttura per il recupero di tossicodipendenti. Don Michele Barban, il fondatore, lascia a 78 anni per motivi di salute e alla presidenza viene chiamato l'ex giudice, gia' presidente del Tribunale del capoluogo, Emilio Curto', il quale accetta di assumersi l'onere di garantire continuità a quella che è diventata una sorta di azienda della bontà. Circa 150 dipendenti, 9 comunità terapeutiche divise tra area tossicodipendenza e area psichiatria, il Gulliver nacque in quel di Biumo superiore nel 1986 per intuizione e volontà di un prete che si aggiunse alla schiera dei sacerdoti anti-droga creatori di comunità di recupero, uomini che non si accontentavano di seminare il bene con la parola ma che sentivano l'impulso irrefrenabile di agire rimboccandosi le maniche. Don Michele fece tutto in sapienza e obbedienza, continuando a servire la diocesi mantenendo anche l'incarico di parroco. Per la sua disponibilità e capacità a risolvere situazioni finanziarie difficili, fu anche definito prete manager. E se ne ebbe conferma quando riusci' a risollevare anche il convitto De Filippi, risultato raggiunto - anche in questo caso - grazie alla sua assoluta volonta' di obbedienza. Agi' infatti per invito della Chiesa e seppe ancora una volta coinvolgere la città in tutti i suoi livelli, istituzionali e associativi. Era la conferma di un metodo vincente, buono per il Gulliver ma in genere per ogni impresa destinata a lunga vita.