Il luogo dei fatti e dei commenti

CALCIO/ Il pelo nell'uovo

Varese, 10 giugno 2012 - Diciamo la verita': il Varese non andra' in A, ma ci abbiamo creduto veramente? Cittadini, autorita', intellettuali e popolo: dietro le casacche biancorosse c'erano una convinzione, una fede, un comun sentire? L'entusiasmo tra i tifosi c'e' stato eccome. Cosi' come l'impegno sul campo. Ma tra le vie della citta', dopo Marassi coi suoi 27 mila spettatori e quel 3 a 2 malandrino, s'era insinuata una strana aria, un misto di spirito bosino e di scetticismo, un cocktail non benefico. Qualcosa che ha reso tesi e nervosi anche i giocatori, che hanno fatto bene ma non a sufficienza per battere una squadra gia' superata altre volte. Se vogliamo cercare il pelo nell'uovo, allora diciamo che al Varese di quest'anno -bella macchina calcistica- e' mancato un bomber, un finalizzatore del bel gioco sulle ali dei vari Rivas, Nadarevic, Zecchin, un uomo capace di tradurre le tante azioni positive in marcature. Per il resto, che cosa dire? Il Varese e' stato portato in B a suon di promozioni successive, l'anno scorso era gia' ai play off e ha cambiato allenatore e giocatori, eppure la societa' (ecco la forza di questa squadra) ha saputo cambiare e bene. Ed e' riuscita anche a cambiare in corsa coi tempi giusti l'allenatore, trovandone uno davvero in gamba. E poi ha valorizzato e venduto campioni e campioncini senza risentirne sul piano dei risultati ... Complimenti davvero! E' mancato poco per scrivere la storia di una favola dal lieto fine. Rimane il sapore di una bella storia, memorabile e -se possibile- da continuare.